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Tronto
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top
Il mwfgTronto (mwfwTruentum e mwgaTruentus in mwgqlatino, mwggTrùndë in mwgwdialetto ascolano) è uno dei mwhafiumi principali del versante Adriatico dell'Italia centrale.cite-ref-ref-a-2-0[2] La sua lunghezza di 115mwiq km cite-ref-treccanionline-1-1[1] attraversa per la maggior parte del suo corso la regione mwjgMarche nella mwjwprovincia di Ascoli Piceno, internandosi nel mwkaParco nazionale dei Monti Sibillini e in quello dei mwkqmonti della Laga, e anche il Lazio, nella mwkgprovincia di Rieti e in mwkwAbruzzo in mwlaprovincia di Teramo.

Il suo mwlgbacino idrografico si estende su una superficie di 1mwlw 192 km²cite-ref-treccanionline-1-2[1] e prende il nome di mwnaValle del Tronto. Le acque alimentano varie mwnqcentrali idroelettriche e il noto mwngacquedotto mwnwPescara del Tronto che rifornisce la mwoaprovincia di Ascoli Piceno e parte di quella di mwoqFermo.

Contents

La foce
Note

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L'idronimo

Il nome del fiume, come riferisce mwtqSebastiano Andreantonelli, nell'antichità è stato citato da mwtgGaio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio, come mwtwTruentum. Il geografo romano ha utilizzato il genere neutro, altri autori come mwuaSebastian Münster lo hanno definito al maschile come mwuqTruentus. mwugFlavio Biondo lo ha chiamato mwuwTroentum e mwvaTolomeo mwvqTruentinon, mentre Domenico Mario Negro mwvgTruennus. Lo storico mwvwLeandro Alberti riporta che mwwaStrabone lo ha scritto mwwqDruentum. Nel mwwgConcordantiae Canonum, un vecchio codice della mwwwbiblioteca apostolica vaticana, riportato nel VI Tomo degli mwxaAnnales del cardinale mwxqCesare Baronio, è stato menzionato come mwxgDroentinum: «mwxwVitalem Episcopum Droentinum ex regione Picena». mwyaGiusto Lipsio, nel IV libro del mwyqPoliorceticon, lo ha letto mwygTriuntum.cite-ref-ref-a-2-1[2]

Giuseppe Castelli ascrive all'etimologia della scomposizione del nome mwaaTru-entum il significato di mwaqcorrente impetuosa. Egli prende spunto da mwagFesto che ha interpretato le forme verbali mwawtruo, as e mwbatruans, antis nell'accezione di mwbqspostarsi o mwbgcorrere, verbi ricollegabili allo stesso significato che nella mwbwlingua sanscrita ha mwcadru che vuol dire appunto mwcqcorrere, e alla mwcglingua greca in cui mwcwtruo significa mwdaversare e mwdqdròmos vuol dire mwdgcorsa. Ciò avvicina il nome di questo fiume a mwdwDruantia o Druentia, ossia all'attuale mweaDurance, un corso d'acqua della mweqProvenza cui Livio attribuisce la stessa interpretazione etimologica.cite-ref-ref-a-2-2[2]

Sull'epigramma di una lapide ascolana, databile intorno al 433 d.C., si legge come mwfwTruen: «DIVS. M. F. M. ALLEN M. F. TR. MIL. VEL. CEN. CASTRO. TRVEN. T. F. FILEIS. VIVA. FE.» interpretato come: «(...) (Alleni)DIVS. M(arci). F(ilius). M. ALLEN(idius) M(arci). F(ilius). TR(ribunus). MIL(iltum). VEL(ina). CEN(turio). CASTRO. TRVEN(tino). T(iti). F(ilia). FILEIS. VIVA. FE(cit et sibi)» e tradotto: «mwga(...) Allenidio, figlio di Marco, Marco Allenidio figlio di Marco, della tribù Velina, tribuno militare - della tribù Velina, centurione, di Castro Truentino, (…) figlia di Tito, da viva pose per i figli e per sé».cite-ref-3[3]

Giuseppe Marinelli si esprime sull'origine dell'idronimo e, attingendo da mwhgPlinio il Vecchiocite-ref-4[4], riferisce che il fiume ha preso il nome dalla città di mwiwTruentum, l'attuale mwjaMartinsicuro, cittadina mwjqliburna attigua alla foce del corso d'acqua.

Il percorso

La sorgente

Il fiume nasce nel Lazio sul versante occidentale dei mwkqMonti della Laga, nel comune di mwkgAmatrice, in corrispondenza della mwkwCima della Laghettacite-ref-ref-a-2-3[2] (2mwma 369mwmq m), poco a mwmgsud del mwmwmonte Gorzano, rilievo che appartiene al gruppo di mwnaPizzo di Sevo e alle cime che segnano il confine tra le regioni Abruzzo e Lazio. Subito dopo la sua origine riceve da destra l'apporto idrico del Fosso di Selva Grande, tra la mwnqCima Lepri e il monte Gorzano, e di altri fossi e valloni minori della Laga.

Nella zona delle sorgenti il bacino idrografico del Tronto è attiguo a quelli del mwnwVomano (mwoalago di Campotosto) e dell'mwoqAterno (mwogaltopiano di mwowMontereale).

Alta, media e bassa valle

Nel primo tratto del suo corso percorre verso mwpgnord la conca di Amatrice e riceve da sinistra le acque del torrente mwpwScandarello e quelle di alcuni affluenti provenienti dai monti mwqaPrato e mwqqPozzoni della catena dei mwqgmonti Reatini, al confine con l'mwqwUmbria. Quest'area del bacino del Tronto è separata a sud dalla valle del mwrafiume Velino e dal mwrqPasso della Torrita. Successivamente, proseguendo verso mwrgnord, taglia mwrwAccumoli per poi raccogliere le acque del torrente Chiarino, affluente di destra presso mwsaColle d'Arquata, che scende dalla mwsqMacera della Morte marcando il confine tra Lazio e Marche. In seguito vira verso mwsgest ed entra nel territorio marchigiano di mwswArquata del Tronto dove riceve l'apporto delle acque dei mwtamonti Sibillini e si snoda per una gola rocciosa, stretta tra i monti della Laga a sud e il massiccio del mwtqmonte Ceresa a nord. Giunto nel comune di mwtgAcquasanta Terme acquisisce da destra le acque del Rio Garrafo, che nasce come Rio Volpara dal versante nord-orientale della Macera della Morte e raccoglie da sinistra le acque del monte Ceresa, comprese quelle che discendono dal fosso dell'Agore. Presso la frazione ascolana di mwtwMozzano, confluisce da sinistra il torrente mwuaFluvione che ha origine sotto la cima del mwuqmonte Vettore, nel comune di mwugMontegallo. A questo punto il Tronto entra nel centro abitato della città di Ascoli Piceno, dove è raggiunto dal suo principale affluente, il mwuwCastellano, formando numerosi meandri. Poche centinaia di metri più a valle riceve anche il torrente Chiaro, proveniente dalle colline mwvaforcesi, in cui confluiscono le acque del mwvqmonte Ascensione. In seguito, la valle si allarga entrando nella zona collinare che degrada fino alla costa. Dal comune di mwvgCastel di Lama alla mwvwfoce il fiume segna il confine tra le regioni Marche e Abruzzo.

La foce

Il percorso del fiume si conclude sfociando nel mwwgmare Adriatico tra i comuni di mwwwSan Benedetto del Tronto e mwxaMartinsicuro.

Regime idrologico

Il Tronto ha regime appenninico con forti piene nella stagione piovosa autunnale (anche di 1mwzq 500mwzg m³/s) e accentuate magre estive. Con un modulo medio di 17mwzw m³/s è uno dei fiumi più ricchi d'acqua delle Marche grazie anche alla ricchezza dell'apporto idrico conferito dai monti della Laga dai quali scaturisce.

Comuni bagnati

| Comune | Sponda | Provincia |
|---|---|---|
| Amatrice | Sinistra | Rieti |
| Accumoli | Sinistra | Rieti |
| Arquata del Tronto | Sinistra | Ascoli Piceno |
| Acquasanta Terme | Destra | Ascoli Piceno |
| Ascoli Piceno | Destra | Ascoli Piceno |
| Maltignano | Destra | Ascoli Piceno |
| Sant'Egidio alla Vibrata | Destra | Teramo |
| Ancarano | Destra | Teramo |
| Colli del Tronto | Sinistra | Ascoli Piceno |
| Controguerra | Destra | Teramo |
| Spinetoli | Sinistra | Ascoli Piceno |
| Monsampolo del Tronto | Sinistra | Ascoli Piceno |
| Colonnella | Destra | Teramo |
| Monteprandone | Sinistra | Ascoli Piceno |
| Martinsicuro | Destra | Teramo |
| San Benedetto del Tronto | Sinistra | Ascoli Piceno |

Il Tronto nella storia e nella letteratura

Le fonti documentali attestano che il tratto orientale della mwaswVia Salaria, antica mwas0strada consolare che collegava mwas4Roma con il mare Adriatico, percorreva la valle del Tronto snodandosi affiancata all'alveo di questo fiume. cite-ref-marinelli352-5-0[5]

Durante l'mwatqepoca napoleonica ha dato il nome al mwatuDipartimento del Tronto che comprendeva le attuali province di mwatyAscoli, mwatcFermo e mwatgMacerata e il cui capoluogo era la città di Fermo.

Fino al risorgimento il fiume marcava, dopo aver attraversato la città di Ascoli, il confine di Stato fra lo mwatoStato della Chiesa e il mwatsRegno delle Due Sicilie.cite-ref-ref-a-2-4[2]

Il Porto di Druentum

La denominazione di mwauiDruentum, già trovata da Leandro Alberti negli scritti di Strabone, risulta identica a quella del porto letta dal Brunetti nei documenti di un privilegio accordato alla città di Fermo nell'anno 1242. L'antico approdo aveva il nome di questo fiume ed era stato ricostruito gli ascolani. In tempi successivi acquisirà il nome di Porto d'Ascoli, ma a causa dell'insabbiamento e delle devastazioni di età barbarica risulterà inservibile. Nell'anno 1211, dopo la concessione della dominazione sul litorale adriaco alla città di Fermo da parte di mwaumOttone IV di Brunswick, si rinvigorirono le vecchie ostilità tra ascolani e fermani che hanno provocato i contrasti, storicamente noti, come la mwauqGuerra tra Ascoli e Fermo. La città di Ascoli, pochi anni più tardi, ha ottenuto da mwauuFederico II di Svevia il diritto di possedere un porto presso la foce del fiume. La sua costruzione è stata realizzata tra il 1245 e il 1248, con l'edificazione anche di una mwauyrocca. I Fermani, al contempo, hanno continuato a recare disturbo agli ascolani fino al punto di chiedere al mwaucpapa Giovanni XXII la chiusura del porto che stava avendo un rilevante incremento commerciale. Con la bolla emanata il 13 maggio 1323, la città di Ascoli ha ottenuto il diritto alla conservazione e alla padronanza del porto, ampliandolo e rafforzandolo con le costruzioni di un sistema fortificato fino a divenire un vero e proprio castello che ha preso il nome di mwaugmwaukCastrum Truentinum. cite-ref-6[6] Nel 1348 Gentile da Mogliano, già eletto come capitano generale fermano, con i suoi armati ha aggredito il porto provocando 40 morti, prendendo molti prigionieri, abbattendo le opere fortificate e ricavando dall'assalto anche un consistente bottino. Quest'azione ha indotto gli ascolani al contrattacco e, con a capo il condottiero mwau8Galeotto I Malatesta, hanno combattuto e vinto contro i fermani vicino alla cittadina di mwavaSan Severino. Le due fazioni contrapposte hanno perdurato anche negli avvenire in ulteriori scontri fino al 1351, quando a mwaveRimini è stata conclusa e firmata la pace tra le due città. Con questo trattato è stato attribuito il possesso del porto agli ascolani.cite-ref-marinelli352-5-1[5]

Il Tronto nella letteratura

Il nome del fiume è riportato da mwavgCecco d'Ascoli nel testo del XVI capitolo del II Libro dell'mwavkAcerba, diffusamente noto per le parole con cui inizia la descrizione della città di Ascoli cui il poeta dedica il verso: «mwavoO bel paese con li dolci colli, / Perhè non conoscisti, o genti acerbe. / Con l'atti avari invidiosi e folli?» L'autore prosegue e, dopo alcuni endecasillabi, cita questo fiume scrivendo: «mwavsDa voi l'invidia serà lontana, / quando al ponente retornerà Tronto / E castellano de terra esculana». cite-ref-7[7]

mwaweDante Alighieri lo cita nell'mwawiVIII canto del mwawmParadiso della mwawqDivina Commedia. Il sommo poeta lo menziona dopo aver incontrato mwawuCarlo Martello d'Angiò, re d'mwawyUngheria, deceduto in giovane età dopo soli 5 anni dalla sua nomina al trono quale successore di mwawcLadislao IV. La prematura scomparsa non ha consentito al monarca di prendere possesso dei territori francesi e italiani che rientravano nel suo dominio dove il Tronto segnava il confine settentrionale del versante adriatico dei suoi possedimenti. «mwawgQuel corno d'Ausonia che s'imborga / di Bari e di Gaeta e di Catona, / da ove Tronto e Verde in mare sgorga.»cite-ref-8[8]

mwaw4Giovanni Boccaccio indica il nome del corso d'acqua nella sua opera intitolata mwaw8De Fluminibus scrivendo: «mwaxaViridis fluvius a Picenatibus dividens Aprutinos et in Truentum cadens» ossia: «mwaxeil fiume Verde che divide il Piceno dall'Abruzzo e si getta nel Tronto».cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]

Note

cite-note-treccanionline-11. mwayqmwayumwayyTronto, su mwayctreccani.it. mwaygURL consultato il 14 gennaio 2021.
cite-note-ref-a-22. Giuseppe Marinelli, mwazqop. cit., pag. 350.
cite-note-33. Tratto da: mwazgStoria di Ascoli, op. cit., traduzione a cura di P. B. Castelli.
cite-note-44. Plinio, mwazwmwaz0Naturalis Historia, 3, 110 (mwaz4testo originale su wikisource in latino).
cite-note-marinelli352-55. G. Marinelli, mwaaqop. cit., pag. 352.
cite-note-66. G. Marinelli, mwaagop. cit., pag. 351.
cite-note-77. Cecco d'Ascoli, mwaawmwaa0L'Acerba, R. Carabba, Lanciano, 1916.
cite-note-88. mwabeDante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, canto VIII, 61 – 63.
cite-note-99. D. M. Manni, Istoria del Decamerone di Giovanni Boccaccio, op. cit. pag. 209.
cite-note-1010. G. Marinelli, op. cit., pag. 78.

Bibliografia

• Domenico Maria Manni, mwabsIstoria del Decamerone di Giovanni Boccaccio, si vende da Antonio Ristori dirimpetto alla Posta, Firenze, anno 1742;
• Cecco d'Ascoli, mwab0mwab4L'Acerba, R. Carabba, Lanciano, 1916;
• Sebastiano Andreantonelli, mwacaStoria di Ascoli, Traduzione di Paola Barbara Castelli e Alberto Cettolimwace – Indici e note di Giannino Gagliardi, Ascoli Piceno, G. e G. Gagliardi Editori, Centro Stampa Piceno, giugno 2007, pag. 34 - 35;
• Giuseppe Marinelli, mwacmDizionario Toponomastico Ascolano - mwacqLa Storia, i Costumi, i Personaggi nelle Vie della Città, D'Auria Editrice, Ascoli Piceno, marzo 2009.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itTronto, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRoberto Almagià, TRONTO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefsapere-itTrónto, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Tronto, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-dantescaAdolfo Cecilia, Tronto, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970.